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Decreto Rilancio: la gestione dei DPI, dei Rifiuti e la Sorveglianza Sanitaria

Conferme e modifiche introdotte dalla conversione in legge del decreto di sostegno all'economia post COVID-19

A seguito della pubblicazione del c.d. decreto rilancio, abbiamo redatto questa news che raccoglie le principali informazioni per le aziende riguardo la gestione dei Dispositivi di Protezione Individuale, la Sorveglianza Sanitaria e le Misure di sostegno alle imprese e, infine, la gestione dei rifiuti.

I Dispositivi di Protezione Individuale: cosa cambia?

L’articolo 66 conferma sostanzialmente le modifiche già apportate al comma 1 dell’art. 16 del DL 17 marzo 2020 n. 18, che estendevano l’obbligo di fornitura ed utilizzo delle mascherine chirurgiche in luogo dei DPI propriamente detti ai lavoratori domestici e ai volontari.

Una sorpresa inattesa invece l’introduzione, ad opera dell’art. 66 bis, di disposizioni in materia di semplificazione dei procedimenti per l'importazione e la validazione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale.

Il disposto dell’art. 66 bis trasferisce infatti alle Regioni le competenze in materia di validazione di mascherine chirurgiche e DPI. I provvedimenti finora adottati da Inail e ISS  restano validi perlomeno fino alla fine dell’emergenza (ora 31 dicembre 2020).

Non è chiaro se il trasferimento di competenze, da realizzarsi entro i primi di agosto con la definizione della nuova procedura di validazione in deroga, sia o meno totale. Infatti sembra che l’iter regionale non sia obbligatorio per il richiedente, che può rinunciarvi e quindi continuare a seguire gli iter di validazione nazionali.

La sorveglianza sanitaria e le misure di sostegno alle imprese

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01 Settembre 2020

 

L’Accordo Multilaterale M287 sul trasporto di rifiuti contenenti merci pericolose è scaduto il 1° agosto 2020

L’Accordo Multilaterale M287 sul trasporto di rifiuti costituiti da (o contenenti) merci pericolose, che nel 2015 aveva sostituito l’Accorto M222, è scaduto. Tutto ciò avrà l'immediato effetto che a partire dal 1° agosto 2020 alcune deroghe che riguardano la classificazione, l’imballaggio, il trasporto, la marcatura e le informazioni da riportare sul Documento di Trasporto non saranno quindi più applicabili.

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Gazzetta ufficiale: Serie Generale n.110 del 29 aprile 2020 - Suppl. Ordinario n. 16

E’ entrata in vigore il 29 Aprile 2020 la Legge n. 27 del 2a Aprile 2020di conversione del Decreto-Legge n. 18/2020 "Cura Italia".

Il provvedimento contiene alcune disposizioni di notevole interesse per quello che concerne la disciplina ambientale, come: l’aumento dei limiti temporali e quantitativi del deposito temporaneo di rifiuti che, fermo restando il rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi, è ora consentito fino ad un quantitativo massimo doppio, mentre il limite temporale massimo non può avere durata superiore a 18 mesi (art. 113-bis). 

Alcune regioni, tramite lo strumento delle ordinanze contingibili ed urgenti ex art. 191 del D.Lgs n. 152/2006 e smi, avevano già disposto queste estensioni su limiti del deposito, ma mancava ancora unintervento legislativo nazionale che rendesse omogenea su tutto il territorio nazionale la possibilità di derogare, vista l’emergenza sanitaria, alle disposizioni generali.

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Il Decreto "Cura Italia" rinvia le scadenze ambientali di presentazione del Modello Unico di Dichiarazione Ambietale e del pagamento dei diritti annuali per le imprese iscritte all'Albo Gestori Ambientali.

Si segnala che il Decreto-Legge 17 Marzo 2020 n. 18, più noto come "Decreto cura Italia", ha prorogato la scadenza per la presentazione del MUD-Modello Unico di Dichiarazione Ambientale e del versamento del diritto annuale di iscrizione all'Albo Gestori Ambientali.

Il nuovo termine, per le scadenze di cui sopra è fissato al 30 giugno 2020.

Sono prorogati alla medesima data anche la presentazione delle comunicazioni annuali relative a pile e accumulatori ai sensi del D. Lgs n. 188/2008 e la presentazione al Centro di Coordinamento RAEE della comunicazione delle quantità di RAEE recuperate da parte degli impianti di trattamento ai sensi dell'art. 33, comma 2, del D. Lgs n. 49/2014.

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Sulla Gazzetta ufficiale n. 255 del 30 Ottobre 2019 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Interno 21 agosto 2019, n. 127 recante “Regolamento recante l’applicazione del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, nell’ambito delle articolazioni centrali e periferiche della Polizia di Stato, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché delle strutture del Ministero dell’interno destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica”.

Il citato Decreto è stato emanato in riferimento a quanto previsto all’articolo 3, commi 2 e 3 del citato D. Lgs. n. 81/2008, dove è previsto che nei luoghi di lavoro delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco, nonché nelle strutture destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, la legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro sia applicata tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative, individuate con decreti emanati ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.

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Importanti novità dal Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali per i Responsabili Tecnici gestione rifiuti: con la Deliberazione n. 1 del 23 gennaio 2019, sono stati, infatti, definiti puntualmente i compiti e le responsabilità dei Responsabili Tecnici per ciascuna categoria.

Le puntualizzazioni sono state: verifica del rispetto della normativa, verifica delle autorizzazioni ed iscrizioni, obbligo formazione del personale dell’impresa e definizione di procedure interne per la gestione dei rifiuti, questi sono stati solo alcuni degli aspetti affrontati nella Delibera.

 

https://www.albonazionalegestoriambientali.it/download/it/deliberecomitatonazionale/090-Del1_23.01.2019.pdf

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17 Gennaio 2019

Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha pubblicato la correzione di un refuso pubblicato in un DM del 28 marzo 2018 n. 69

Con la nota Prot. 0019305 del 21/11/2018, il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare corregge la nota Prot. 16293 del 5 ottobre 2018 “Chiarimenti circa l’interpretazione di talune disposizioni di cui al D.M. 28 marzo 2018, n. 69 “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di conglomerato bituminoso ai sensi dell'articolo 184-ter, comma 2 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152””.

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Vista la pericolosità delle merci pericolose soggette alle disposizioni della normativa ADR è importante, durante le operazioni di trasporto, garantire un elevato grado di sicurezza stradale; pertanto, assieme a tutte le misure di prevenzione che l’ADR impone, sia al conducente sia all’azienda di Trasporto, se ne aggiunge una molto rilevante riguardante la tipologia di tachigrafo da utilizzare.

Il concetto sembra banale, ma in realtà, per il trasporto in sicurezza delle merci pericolose che viaggiano secondo le prescrizioni dell’ADR, è necessaria l’installazione di un cronotachigrafo specifico, sia per le versioni analogiche che per quelle digitali.

Parliamo del tachigrafo ADR, che differisce da quello standard perchè dispone di una protezione dal rischio di esplosione e di una certificazione ai sensi della Direttiva 94/9/CE e sucessive modifiche ed integrazioni (vedi Direttiva ATEX 2014/34/UE).

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La Legge di Bilancio 2019 riconosce un credito d’imposta nella misura del 36% delle spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica nonché per l’acquisto di imballaggi biodegradabili e compostabili o derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell'alluminio.

La finalità dell’introduzione del credito d’imposta in questione è quella di incrementare il riciclaggio delle plastiche miste e degli scarti non pericolosi dei processi di produzione industriale.

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Da un’edizione all’altra si possono avere notevoli ed importanti modifiche, integrazioni e cambiamenti che possono rivelarsi di grande importanza per tutte le aziende che movimentano merci pericolose. Di seguito sono elencate le maggiori novità riguardanti il progresso tecnico e scientifico dell'edizione ADR 2019 che, entreranno formalmente in vigore dal 1° Gennaio 2019 (con il consueto periodo transitorio di 6 mesi e cioè fino al 30 Giugno 2019, in cui le disposizioni dell'ADR 2017 e quelle dell'ADR 2019 viaggeranno in parallelo e, le seconde, potranno essere applicate, fino a quella data, su base volontaria).

  1. Estensione dell’obbligo di nomina del Consulente per la sicurezza dei trasporti (il cosiddetto “Consulente ADR”)

Fino a oggi, tutte le aziende che eseguivano operazioni di carico, riempimento, scarico, imballaggio, trasbordo e/o trasporto di merci pericolose dovevano nominare un Consulente per la sicurezza dei trasporti su strada (Consulente ADR o DGSA), come previsto dal cap. 1.8.3.1 dell’ADR.

Con l’ADR 2019 viene esteso tale obbligo anche alle aziende che eseguono esclusivamente spedizione di merci pericolose e che quindi si

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