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Prorogato l’obbligo di etichettatura ambientale per tutti gli imballaggi al 1° gennaio 2022

Il 21 maggio 2021 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di conversione n. 69 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, cosiddetto Decreto Sostegni.

Le modifiche previste da tale decreto in merito all’etichettatura ambientale degli imballaggi sono principalmente due:

  • la sospensione dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi fino al 31 dicembre 2021;
  • la possibilità di commercializzare i prodotti privi dell’etichettatura ambientale già immessi in commercio o etichettati al 1° gennaio 2022 fino ad esaurimento delle scorte.

Pertanto, per tutti gli imballaggi è prevista la sospensione fino al 31 dicembre 2021 dell’obbligo di identificare i materiali di imballaggio secondo la Decisione 129/97/CE e di indicare la corretta gestione dell’imballaggio a fine vita per il consumatore finale.

 
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Il MUD 2021, approvato con il D.P.C.M. del 23 dicembre 2020, va presentato con le modalità consuete (via telematica o via PEC) entro il 16 giugno 2021.

Le principali modifiche sono di seguito elencate

-        gli impianti che svolgono attività di recupero dovranno comunicare, nella scheda SA-AUT, se l'autorizzazione è riferita ad attività di recupero per le quali è stata prevista applicazione del c.3 art. 184ter,

-        nella comunicazione rifiuti e veicoli fuori uso sono state apportate modifiche alle informazioni relative ai materiali derivanti dall’attività di recupero, con l’aggiunta di alcune tipologie e la modifica di altre,

-        la scheda CG - costi di gestione della comunicazione rifiuti urbani è stata completamente rivista,

-        sono state modificate le categorie della comunicazione RAEE per adeguarle all’entrata in vigore dell’open scope e della classificazione prevista dall’allegato III al D.lgs. 49/2014,

-        sempre nella comunicazione RAEE è stata aggiunta la voce relativa alla quantità di RAEE preparati per il riutilizzo, mentre è stata eliminata l’informazione sui RAEE utilizzati come apparecchiatura intera.

Ricordiamo anche che il Decreto Legge n. 76 del 16 luglio 2020 recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, successivamente convertito nella Legge n. 120 dell’11 settembre 2020 prevede che dal 28 febbraio 2021, si possa accedere ai siti web della pubblica amministrazione esclusivamente tramite il

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Il Ministero dell'Ambiente ha reso noto, tramite apposita comunicazione sul proprio sito,  che il modello di dichiarazione ambientale, allegato al  D.P.C.M. 24 dicembre 2018 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 febbraio 2019, è confermato e sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare entro il 30 aprile 2020 con riferimento all'anno 2019.

Rimangono immutate le informazioni da comunicare, la struttura del modello (articolato in sei comunicazioni), le modalità di trasmissione, le istruzioni per la compilazione del modello.

I soggetti obbligati alla presentazione del MUD sono quelli definiti dall'articolo 189 comma 3 del decreto legislativo152/2006, ovvero: trasportatori, intermediari senza detenzione, recuparatori, smaltitori, produttori di rifiuti pericolosi, produttori di rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali, artigianali e di trattamento delle scorie con più di 10 dipendenti, i comuni.

Le comunicazioni rifiuti dovranno essere inviate tramite il sito https://www.mudtelematico.it

La comunicazione rifiuti semplificata andrà compilata tramite il sito https://mudsemplificato.ecocerved.it e trasmessa via pec all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Invariati diritti di segreteria e modalità di pagamento

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Decreto Rilancio: la gestione dei DPI, dei Rifiuti e la Sorveglianza Sanitaria

Conferme e modifiche introdotte dalla conversione in legge del decreto di sostegno all'economia post COVID-19

A seguito della pubblicazione del c.d. decreto rilancio, abbiamo redatto questa news che raccoglie le principali informazioni per le aziende riguardo la gestione dei Dispositivi di Protezione Individuale, la Sorveglianza Sanitaria e le Misure di sostegno alle imprese e, infine, la gestione dei rifiuti.

I Dispositivi di Protezione Individuale: cosa cambia?

L’articolo 66 conferma sostanzialmente le modifiche già apportate al comma 1 dell’art. 16 del DL 17 marzo 2020 n. 18, che estendevano l’obbligo di fornitura ed utilizzo delle mascherine chirurgiche in luogo dei DPI propriamente detti ai lavoratori domestici e ai volontari.

Una sorpresa inattesa invece l’introduzione, ad opera dell’art. 66 bis, di disposizioni in materia di semplificazione dei procedimenti per l'importazione e la validazione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale.

Il disposto dell’art. 66 bis trasferisce infatti alle Regioni le competenze in materia di validazione di mascherine chirurgiche e DPI. I provvedimenti finora adottati da Inail e ISS  restano validi perlomeno fino alla fine dell’emergenza (ora 31 dicembre 2020).

Non è chiaro se il trasferimento di competenze, da realizzarsi entro i primi di agosto con la definizione della nuova procedura di validazione in deroga, sia o meno totale. Infatti sembra che l’iter regionale non sia obbligatorio per il richiedente, che può rinunciarvi e quindi continuare a seguire gli iter di validazione nazionali.

La sorveglianza sanitaria e le misure di sostegno alle imprese

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01 Settembre 2020

 

L’Accordo Multilaterale M287 sul trasporto di rifiuti contenenti merci pericolose è scaduto il 1° agosto 2020

L’Accordo Multilaterale M287 sul trasporto di rifiuti costituiti da (o contenenti) merci pericolose, che nel 2015 aveva sostituito l’Accorto M222, è scaduto. Tutto ciò avrà l'immediato effetto che a partire dal 1° agosto 2020 alcune deroghe che riguardano la classificazione, l’imballaggio, il trasporto, la marcatura e le informazioni da riportare sul Documento di Trasporto non saranno quindi più applicabili.

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Gazzetta ufficiale: Serie Generale n.110 del 29 aprile 2020 - Suppl. Ordinario n. 16

E’ entrata in vigore il 29 Aprile 2020 la Legge n. 27 del 2a Aprile 2020di conversione del Decreto-Legge n. 18/2020 "Cura Italia".

Il provvedimento contiene alcune disposizioni di notevole interesse per quello che concerne la disciplina ambientale, come: l’aumento dei limiti temporali e quantitativi del deposito temporaneo di rifiuti che, fermo restando il rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi, è ora consentito fino ad un quantitativo massimo doppio, mentre il limite temporale massimo non può avere durata superiore a 18 mesi (art. 113-bis). 

Alcune regioni, tramite lo strumento delle ordinanze contingibili ed urgenti ex art. 191 del D.Lgs n. 152/2006 e smi, avevano già disposto queste estensioni su limiti del deposito, ma mancava ancora unintervento legislativo nazionale che rendesse omogenea su tutto il territorio nazionale la possibilità di derogare, vista l’emergenza sanitaria, alle disposizioni generali.

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Il Decreto "Cura Italia" rinvia le scadenze ambientali di presentazione del Modello Unico di Dichiarazione Ambietale e del pagamento dei diritti annuali per le imprese iscritte all'Albo Gestori Ambientali.

Si segnala che il Decreto-Legge 17 Marzo 2020 n. 18, più noto come "Decreto cura Italia", ha prorogato la scadenza per la presentazione del MUD-Modello Unico di Dichiarazione Ambientale e del versamento del diritto annuale di iscrizione all'Albo Gestori Ambientali.

Il nuovo termine, per le scadenze di cui sopra è fissato al 30 giugno 2020.

Sono prorogati alla medesima data anche la presentazione delle comunicazioni annuali relative a pile e accumulatori ai sensi del D. Lgs n. 188/2008 e la presentazione al Centro di Coordinamento RAEE della comunicazione delle quantità di RAEE recuperate da parte degli impianti di trattamento ai sensi dell'art. 33, comma 2, del D. Lgs n. 49/2014.

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Sulla Gazzetta ufficiale n. 255 del 30 Ottobre 2019 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Interno 21 agosto 2019, n. 127 recante “Regolamento recante l’applicazione del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, nell’ambito delle articolazioni centrali e periferiche della Polizia di Stato, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché delle strutture del Ministero dell’interno destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica”.

Il citato Decreto è stato emanato in riferimento a quanto previsto all’articolo 3, commi 2 e 3 del citato D. Lgs. n. 81/2008, dove è previsto che nei luoghi di lavoro delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco, nonché nelle strutture destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, la legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro sia applicata tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative, individuate con decreti emanati ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.

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Importanti novità dal Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali per i Responsabili Tecnici gestione rifiuti: con la Deliberazione n. 1 del 23 gennaio 2019, sono stati, infatti, definiti puntualmente i compiti e le responsabilità dei Responsabili Tecnici per ciascuna categoria.

Le puntualizzazioni sono state: verifica del rispetto della normativa, verifica delle autorizzazioni ed iscrizioni, obbligo formazione del personale dell’impresa e definizione di procedure interne per la gestione dei rifiuti, questi sono stati solo alcuni degli aspetti affrontati nella Delibera.

 

https://www.albonazionalegestoriambientali.it/download/it/deliberecomitatonazionale/090-Del1_23.01.2019.pdf

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17 Gennaio 2019

Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha pubblicato la correzione di un refuso pubblicato in un DM del 28 marzo 2018 n. 69

Con la nota Prot. 0019305 del 21/11/2018, il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare corregge la nota Prot. 16293 del 5 ottobre 2018 “Chiarimenti circa l’interpretazione di talune disposizioni di cui al D.M. 28 marzo 2018, n. 69 “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di conglomerato bituminoso ai sensi dell'articolo 184-ter, comma 2 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152””.

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